La storia del ristorante La Libera

La nostra storia

Nel 1979 Gino decide di vendere “La Vittoria”,storica trattoria aperta dal nonno ad inizio secolo,per iniziare un nuovo progetto. Il compratore è proprio Italo, con cui nasce una collaborazione prima, che si trasforma in amicizia e società poi. Insieme decidono di creare “La Libera” una birraria con cucina, ossia una trattoria dove gustare piatti prevalentemente a base di birra, accompagnati dalle migliori birre del nord europa. Siamo nel ’79/’80 e Civitelli, primo importatore di birre francesi e belghe a Milano, impianta la sua prima spina proprio nello storico bancone originale di inizio secolo, tutt’ora presente nel ristorante.
Dopo tre anni i due gestori decidere di ampliare la carta dei vini e di conseguenza dei piatti proposti, anche per venire incontro agli storici clienti della Trattoria Vittoria, per arrivare così al menù proposto ai giorni nostri. Ancora oggi è possibile trovare in alcuni momenti in menu lo storico risotto alla birra, Il Liberato.

Cotoletta alla milanese

Italo e Gino

Gino Narducci

E’ nato in cucina con un dna da ristoratore doc. Infatti entrambi i rami della sua famiglia sono gestori di ristoranti da tre generazioni. Suo nonno paterno, toscano e cugino di Alfio Bocciardi aprì,oltre ad altri due osterie, nel 1903 “La Vittoria” classica trattoria della vecchia Milano, dove sua madre veneta, e anche lei figlia di ristoratori, cucinava e Gino è ha passato tutta la vita, dall’infanzia sino a gestirla con il padre.

Italo Manca

Ha scoperto la passione per il food and beverage nel ’59 per gioco, in vacanza in Francia dove ha incontrato la cultura francese del ricevere. Da lì è poi partito, avendo sempre avuto il mito del viaggio, per girare il mondo, lavorando nella ristorazione su navi da crociera,così come in Inghilterra, Germania e Stati Uniti.

 

passioni 

atletica, fotografia analogica

in cucina..

passione e divertimento dalla spesa al mercato all’accoglienza degli ospiti

gli piace la gente che

non si prende troppo sul serio (di questi tempi è raro)

massima

la fame è il miglior cuoco

..in cucina

ci vuole amore e memoria della cucina di casa

passioni

l’arte e il pugilato

gli piace la gente che

che è elegante, umile e ricca di disponibilità e curiosità

massima

vivi bene!

Il quartire Brera

La zona si chiama coosí ricalcando il nome di via Brera. Il nome Brera deriva da braida: terreno incolto, ortaglia. Da questa parola deriva anche braidense, associato all’omonima biblioteca. Gli artisti che fin dal XIX secolo gravitavano attorno all’Accademia di Belle Arti hanno trasformato il quartiere in uno dei piú caratteristici di Milano.

o